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Disturbi alimentari e malnutrizione informativa

Illustrazione ad acquerello di un piatto sano circondato da notifiche e messaggi informativi

Se fino a qualche decennio fa il problema era la scarsità di informazioni, oggi viviamo la situazione opposta: siamo sommersi da informazioni. E, come accade per il cibo, anche l'informazione può nutrire oppure intossicare.

È ciò che potremmo definire malnutrizione informativa.

Un mare di messaggi

Ogni giorno veniamo raggiunti da centinaia di messaggi sull'alimentazione: la dieta perfetta, il digiuno intermittente, gli alimenti da eliminare, i "superfood", gli integratori miracolosi, le calorie, gli indici glicemici, i macronutrienti. A questi si aggiungono influencer, personal trainer, creator, personaggi famosi e sedicenti esperti che, spesso senza una preparazione scientifica, dispensano consigli con assoluta sicurezza.

Il risultato è un paradosso: più informazioni abbiamo, più diventa difficile orientarci.

La persona non mangia più ascoltando il proprio corpo, ma seguendo regole esterne, spesso in contraddizione tra loro. Ogni alimento rischia di essere vissuto come "buono" o "cattivo", ogni pasto come un esame da superare, ogni eccezione come un fallimento.

Quando questo modo di pensare incontra una personalità perfezionista, insicura o particolarmente sensibile al giudizio degli altri, il rischio di sviluppare un rapporto patologico con il cibo aumenta sensibilmente.

Il circolo vizioso

La malnutrizione informativa non produce soltanto confusione. Produce ansia. E l'ansia spinge molte persone a cercare ancora più informazioni, entrando in un circolo vizioso nel quale ogni nuova risposta genera altre domande, altri dubbi e nuove paure.

È la stessa dinamica che osserviamo nell'ipocondria: una continua ricerca di rassicurazioni che, invece di tranquillizzare, alimenta il problema.

Lo spirito critico come terapia

Per questo motivo uno degli obiettivi della terapia non è soltanto modificare il comportamento alimentare, ma aiutare la persona a sviluppare uno spirito critico. Imparare a distinguere la scienza dalle opinioni, le prove dalle mode e la competenza dalla popolarità rappresenta oggi una vera forma di prevenzione.

Forse la sfida del nostro tempo non è avere più informazioni, ma imparare a scegliere quelle giuste. Perché, proprio come il corpo, anche la mente ha bisogno di un'alimentazione sana. E quando viene nutrita con informazioni tossiche o contraddittorie, può ammalarsi tanto quanto il corpo.
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A cura di

Dott. Alessandro Papagni

Psicologo · Psicoterapeuta

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